Minerva in Libia

“La Condizione Giuridica e Sociale delle Donne in Libia- Affermare la protezione legale e processuale delle donne”

Il Progetto sostenuto dal Ministero degli Affari Esteri, promosso e organizzato da MINERVA, la società cooperativa con esperienza trentennale sulle tematiche femminili nazionali e internazionali, in collaborazione con LAW International, onlus di avvocati e professionisti dei diritti umani e civili, nasce con l ’obiettivo di contribuire alla creazione delle condizioni politiche e sociali per la rinascita della Libia, in cui il ruolo culturale e politico delle donne è fondamentale, e per aiutare il popolo libico a definire un nuovo patto sociale per costruire insieme un progetto democratico nazionale di larga condivisione politica.

A seguito della Primavera araba, si è aperta anche in Libia una nuova fase estremamente contrastante, tra aspettative, illusioni e speranze disilluse. Nonostante i media e l’opinione pubblica abbiano salutato le elezioni del 7 luglio 2012 come il segnale inequivocabile della nascita di un nuovo stato “democratico”, la situazione dei diritti umani in Libia è ancora critica. Alcuno ritiene addirittura “ben peggiore oggi che sotto il governo del colonnello Gheddafi”. – Nasser Al Hawary, Osservatorio Libico dei diritti dell’uomo. (Inter Press Service, 14 luglio 2012). Questo vale anche per la condizione sociale e giuridica della donna. La Libia ha tra le sue priorità democratiche l’affermazione della dignità giuridica e sociale delle donne, priorità messa in evidenza dalle recenti proposte di riforma. La recente decisione della sezione costituzionale della Corte Suprema di Tripoli di reintrodurre la poligamia in nome della legge musulmana è un segnale che desta preoccupazione nei sostenitori più liberali della “primavera araba”. Le reazioni contro tale decisione sono emerse in tutto il territorio: a Tripoli la trentina di donne nominate tra i 200 parlamentari dalle prime elezioni libere il 7 luglio 2012 ha promesso battaglia; a Bengasi sono state organizzate riunioni tra associazioni degli avvocati, studenti, ordini professionali e attivisti delle prime sommosse nel febbraio 2011. Il massimo organismo giuridico libico segue con coerenza l’intenzione di applicare fedelmente la sharia (la legge islamica), come uno dei tanti provvedimenti mirati a cancellare per sempre il retaggio della dittatura di Gheddafi, già espressa a chiare lettere il 28 ottobre 2011 da Mustafa Abdel Jalil, l’allora leader del Consiglio nazionale transitorio che si era dato il compito di traghettare il Paese dal caos della guerra civile alla democrazia.L’attuale priorità di “state-building” in Libia, a partire dalla costruzione di un quadro costituzionale e dalla stabilizzazione di nuove istituzioni, impone che l’attenzione nazionale e internazionale si focalizzi anche sulla condizione della donna e sul sistema giuridico a tutela della stessa. Ciò al fine di evitare l’affermazione di pericolose discriminazioni di genere non accettabili in un sistema democratico e liberale quale quello reclamato dai movimenti della primavera araba. Un impegno da parte dell’Italia in tal senso è essenziale proprio in questa fase di riforma costituzionale del Paese in cui vengono poste le basi legali della nuova e futura Libia. Il progetto mira a creare spazi e forme di dialogo, di scambio professionale e culturale, e la diffusione di una cultura a sostegno della donna, nell’ambito di una collaborazione tra l’Italia e la Libia volta ad individuare gli strumenti giuridici che, in questa fase di “state-building”, possono garantire la parità giuridica e sociale tra uomini e donne; la piena partecipazione delle donne nella vita economica, sociale e democratica del paese; la fine di ogni violenza e discriminazione contro le donne; l’incoraggiamento di ruoli di leadership da parte delle donne.

L’obiettivo principale del progetto è:

  • attività formativa rivolta ad un target istituzionale e femminile, parlamentari e magistrati
  • creazione di spazi e occasioni di dialogo, di scambio professionale e culturale, e di collaborazione tra Italia e Libia nella delicata fase di ricostruzione costituzionale del Paese e sullo specifico tema della condizione giuridica e sociale della donna.

A tal fine il progetto si propone di:

  • offrire uno studio e analisi comparati della evoluzione legislativa, dei vincoli burocratici e amministrativi attorno alla condizioni giuridica e sociale delle donne in Europa, Italia e Libia
  •  promuovere un corso e un seminario formativi sui principi legislativi/co   stituzionali di tutela della donna, sulla loro traduzione nel materiale codicistico del Paese, e sui sistemi di applicazione processuali di tali principi
  •  sostenere le iniziative locali attraverso incontri ed eventi di confronto e trasmissione di esperienze tra professionisti, magistrati, esperti e rappresentanti istituzionali/politici e della società civile italiani e libici
  • creare le basi per un contributo continuo e proficuo dell’Italia nella fase di “state-building” della Libia nello specifico settore della affermazione della tutela costituzionale e legislativa della donna.

Il Progetto è stato preceduto da un’intensa attività di ricerca e raccolta della documentazione legislativa, normativa, giuridica e sull’evoluzione storica dei diritti delle donne in Italia e in Europa, e del quadro di riferimento politico e sociale al fine di evidenziare le criticità/potenzialità nella difficile transizione democratica libica.

La Condizione Giuridica e Sociale delle Donne in Libia

20 and 21 of March 2014 Università degli Studi “La Sapienza”

Il primo Seminario “ The Legal and social condition of women in Lybia” si è tenuto a Roma nei giorni 20 e 21 marzo presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi La Sapienza. Ha visto la partecipazione di un prestigioso panel di relatori esperti giuridici libici italiani ed europei, che hanno affrontato il tema dei diritti delle donne in Libia, partendo dall’evoluzione legislativa, dal sistema giudiziario civile e penale in Italia ed Europa e dalla realtà giuridica libica; i diritti civili e politici, l’evoluzione del diritto di famiglia, l’assistenza e la sicurezza della donna nel lavoro, la protezione penale contro le violenze.

Del rilevante tema giuridico e sociale hanno discusso: Samira Ali I Elazzabi, Legal adviser at the Ministry of Oil and Gas; Ahlam Ben Taboun, Head of Public Relations at the Ministry of Information; Amal Al-Taher El-Haj, Prime Minister Candidate, Free Communications Development org – Board Director; Samira El Masoudi, President of The Libyan Women Union, Tripoli; Ibtesam El Oreibi, Director of the Legal Office at the Medical Center In Bengasi and legal consultant for the Ministry of Health – Medical Council; Amera Masoud Elmajdob, Judge; Esra Said Mhanna, Operations manager at the Libyan Private Sector Development Institutions (LPSDI) Programme and member of the NGO Phoenix; Hend Khaled Saki, member  of  the Libyan Women’s Forum and candidate to CSO; Adela Suliman, Lawyer and co-director of International Women in Libya WIL); Yolanda Zaptia,  entrepreneur.

Degli italiani: Rocco Agostino, già primario Pediatria e Neonatologia Ospedale Fatebenefratelli di Roma; Maria Grazia Benedetti, giudice Corte di Appello di Roma; Elena Boghetich, giudice della II sezione lavoro del Tribunale di Roma; Monica Cirinnàsenatrice e membro della Commissione permanente di Giustizia, Raffaele Federici, professore di Sociologia dei processi culturali e della comunicazione, Università di Perugia; Ersilia Francesca, docente di “Gender politics” presso il Dipartimento Asia, Africa Mediterraneo dell’Università di Napoli; Carlo Guglielmo Izzo, avvocato e già Magistrato del Tribunale di Roma; Girolamo Lanzellotto, presidente del Tribunale di Terni; Giulia Malpica, medico Ginecologo, già Referente Consultorio Roma E; Antonella Marsala, capo progetto del Programma “La Femme” per la gestione della conciliazione lavoro – famiglia – Italia Lavoro/Ministero del Lavoro; Simonetta Matone, magistrato, capo Dipartimento per gli Affari di Giustizia del Ministero di Giustizia; Donatella Pavone, giudice dell’Ufficio delle Indagini preliminari del Tribunale penale di Roma; Marco Pivetti, magistrato della Corte di Cassazione; Riccardo Severi, giornalista e sociologo; Barbara Terenzi, portavoce del Comitato nazionale per la istituzione della Commissione indipendente per i diritti Fondamentali.

( PHOTO GALLERY http://www.minervaonline.org/?project=la-condizione-giuridica-e-sociale-delle-donne-in-libia )

A precedere i due giorni di Seminario c’è stato un incontro con le relatrici libiche esponenti della società civile che si è svolto il 19 marzo presso la Sala Cristallo dell’hotel Nazionale di Roma alla presenza del Min. Pl. Mauro Conciatori, Vice Direttore Generale per gli Affari Politici e di Sicurezza del MAE, 10 donne libiche, tra cui una candidata a primo ministro, giudici, avvocati, presidenti di associazioni femminili e imprenditrici, hanno dato vita ad un vivace e interessante dibattito sulla situazione politica, coordinato da Sarina Biraghi, condirettore del quotidiano IL TEMPO e Marco Clementi, giornalista del TG1 RAI, entrambi esperti della realtà libica per esperienza professionale e personale, come loro stessi hanno raccontato.

Due ore di dibattito hanno permesso di conoscere attraverso le testimonianze dirette delle donne libiche il fondamentale ruolo che svolgono nella difficile fase di transizione democratica nel loro Paese.

( PHOTO GALLERY http://www.minervaonline.org/?project=incontro-con-le-relatrici-libiche-al-seminario )

 

Cooperation between Italy and Libya on women’s right through a collettive strategy 

  14 and 15 of May 2014 Tripoli- Libya

Il secondo Seminario ha integrato e approfondito alcuni temi sulla condizione della donna in Libia affrontati nel Seminario di Roma, in particolare: la questione della quote e la partecipazione delle donne in politica; l’importanza di “educare’ alla liberta’, fondamentale e necessaria in un contesto in cui per tanti anni i cittadini non hanno avuto libertà e non hanno maturato la concezione di libertà individuale, che li ha portati a restare legati a consuetudini, idee e cui sono abituati in modo acritico: la richiesta di una partecipazione delle donne che riguardi tutti i settori e tutti i livelli: la consapevolezza che la conquista dei diritti e di una partecipazione concreta e reale necessita di ulteriori battaglie perche’ la caduta del regime non cancella tutti i limiti e le discriminazioni di una società che resta culturalmente maschilista.

Cenni sulla Libia

La Libia (in arabo: ليبيا‎, Lībiyā), ufficialmente Stato della Libia, è uno Stato del Nordafrica.

La Libia occupa la parte centrale del Nordafrica, affacciandosi sul Mar Mediterraneo intorno al Golfo della Sirte, tra il 10º e il 25º meridiano est; la Libia è il quarto paese dell’Africa per superficie, il diciassettesimo del mondo. Confina a nord-ovest con la Tunisia, a ovest con l’Algeria, a sud con il Niger e il Ciad, a sud-est col Sudan, a est con l’Egitto.

fonte wikipidia

Libia

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