Minerva in Iraq

PROGETTO HUMAN TRAFFICKING CONFERENCE DOKAN LAKE (Kurdistan Iracheno)

21-22 Maggio 2012

“Dove c’è Democrazia c’è lotta ai crimini contro le persone”

Uno dei fondamenti di ogni democrazia è l’equilibrio tra libertà individuale e sicurezza della persona. La prima va esercitata, la seconda va garantita. Tra i peggiori ostacoli al pieno dispiegamento della democrazia in Iraq e altrove, è sicuramente da annoverarsi ogni crimine contro la persona. Se poi quel crimine contro la persona assume l’aspetto, per diffusione e dimensione, di “fenomeno criminale”, come è anche il caso della Tratta di esseri umani in Iraq, ci troviamo di fronte ad una questione che, essendo di ostacolo alla crescita democratica della società irachena, va pertanto affrontata innanzitutto a livello professionale e tecnico-scientifico, mettendo a confronto tutte le esperienze e competenze di livello internazionale. Ciò rende estremamente utile uno scambio di conoscenze tra esponenti delle istituzioni ed esperti italiani ed esponenti delle istituzioni ed esperti iracheni sulle rispettive tappe legislative e giuridiche e sui mezzi e metodi più efficaci sperimentati nella lotta al crimine della Tratta.

In questa ottica, il Progetto “Promuovere azioni in difesa delle vittime di tratta di esseri umani come sostegno alla costruzione democratica e civile in Iraq” intende affrontare il fenomeno criminale della tratta di esseri umani da un lato per meglio evidenziarlo nell’ opinione pubblica e sui media e dall’altro per studiare caratteristiche e misure efficaci di contrasto, partendo da una riflessione comparata sugli strumenti e sulle competenze presenti in Iraq e su quelli acquisiti e in essere in Italia e in Europa.

Il Progetto tiene conto che entrambe le condizioni di agibilità dei cittadini per esercitare le libertà e per ottenere sicurezza personale e collettiva, richiedono che nella nuova realtà democratica irachena venga promossa tanto una crescente e diffusa educazione dei cittadini sul tema dei diritti individuali e sulla protezione di donne, giovani e bambini vittime di tratta, quanto favorire un incremento qualitativo della attività di indagine, prevenzione, repressione attraverso una collaborazione Italia-Iraq volta al consolidamento in Iraq di un necessario, efficiente sistema istituzionale, di una robusta amministrazione giudiziaria, di un apparato di polizia adeguato alle complesse sfide che la salvaguardia della sicurezza dei cittadini in quel Paese, tuttora in fase di transizione democratica, impone quotidianamente.

Si è tenuta a Dokan, nel Kurdistan iracheno, nei giorni 21 e 22 maggio, la prima conferenza internazionale Italia-Iraq sul traffico degli esseri umani (strumenti e provvedimenti efficaci per combatterlo) curata in loco dal nostro partner iracheno International Alliance for Justice, presieduta da Bakhtiar Amin ex-ministro dei diritti umani, e promossa da Minerva insieme a Law, con la collaborazione del Ministero degli Affari esteri italiano.  Il fenomeno criminale della tratta delle persone rappresenta un problema umanitario e di sicurezza di prima grandezza, per la sua straordinaria gravità e dimensione. Il paradosso sta nel fatto che è un fenomeno poco conosciuto dall’opinione pubblica, poco seguito dai mass media, sottovalutato dalle stesse istituzioni nazionali e internazionali. Da questo dato di fatto siamo partiti quando come Minerva, insieme a Law e IAJ abbiamo pensato di organizzare la Conferenza di Dokan. Se solo pensiamo alla quantificazione economica del fenomeno criminale, rimaniamo sbalorditi; la fonte di reddito per le organizzazioni criminali raggiunge cifre enormi, anche se le stime sono approssimative. Nella Relazione del Copasir italiano – il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica – il mercato della tratta viene classificato come terzo mercato subito dopo il mercato delle armi e della droga. La Conferenza è stata un successo di partecipazione. Reso onore al governo italiano per il sostegno all’Iraq, al ruolo del Ministero degli Affari Esteri italiano illustrato dal nostro Ambasciatore S.E. Gerardo Carante, dal Min.Plen. Stefano Queirolo Palmas, coordinatore per i Paesi del Golfo che guidava la nostra delegazione, si sono succeduti autorità ed esperti, quali il presidente della regione Kurdistan, Kosort Rasul Ali, il capo di governo della regione Kurdistan, Barzani, i responsabili del governo nazionale e del parlamento iracheno, i membri del parlamento del Kurdistan, i rappresentanti della provincia di Sulaimanya, le istituzioni internazionali (Nazioni Unite, Unità Europea, Organizzazione per la Cooperazione Islamica, Lega dei Paesi Arabi, IMO), gli ambasciatori ed i membri del corpo diplomatico, le organizzazioni della società civile, le personalità e i leader politici e di partito arabi e stranieri, infine i media iracheni e stranieri Il contributo di esperienze e proposte fornito dalla delegazione di relatori italiani ha ricevuto il riconoscimento che meritava. Rinnovando il ringraziamento agli italiani, Bakhtiar Amin ha dichiarato negli ultimi minuti della conferenza e di fronte ai giornalisti: “il nostro obiettivo era di attirare gli sguardi delle istituzioni esecutive e legislative e delle organizzazioni della società civile irachena e straniera sugli enormi pericoli e rischi di criminalità derivanti dal traffico degli esseri umani e definire le procedure attuative della legge sul traffico degli esseri umani decisa dal parlamento (iracheno.ndr) e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale nello scorso Aprile 2012”. (fonte Aswat al-Iraq). I parlamentari iracheni presenti alla conferenza hanno promesso di portare ufficialmente al parlamento iracheno le proposte, gli studi e i documenti presentati dagli organismi internazionali, dagli specialisti italiani e dai partecipanti iracheni; e di lavorare alla formulazione di proposte da presentare alla presidenza del parlamento e alle commissioni parlamentari.

La conferenza si è conclusa con la presentazione delle raccomandazioni in cui sono state accolte diverse proposte avanzate dai relatori italiani nel corso delle due giornate di lavori. Una di queste proposte, già operativa, riguarda l’attivazione da parte del Ministero degli Interni iracheno di un numero verde per l’aiuto alle vittime di tratta. Siamo certi che ne seguiranno altre, a livello legislativo, esecutivo e giudiziario. Come, ad esempio, l’introduzione della confisca dei ricavi del traffico di esseri umani, in analogia a quanto avviene in Italia per i mafiosi, misura che ha suscitato un grande interesse tra i magistrati e avvocati arabi e kurdi.

( PHOTO GALLERY http://www.minervaonline.org/?project=human-trafficking-conference )

Presentazione alla Stampa della Conferenza“Human Trafficking Conference”

Si è tenuta Martedì 24 aprile 2012 presso la Sala Saraceno del Ministero degli Affari Esteri, la presentazione alla stampa della Conferenza Human Trafficking che avrà luogo il 21 e 22 maggio prossimi a Dokan Lake (Sulaimaniyah), nel Kurdistan Iracheno.

La Conferenza, che fa parte del progetto “Promoting measures to defend victíms of human trafficking in support of the democratic and civil reconstruction of lraq”, è organizzata, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri italiano, da Minerva in collaborazione con il partner iracheno IAJ (International Alliance for Justice) e l’associazione Law (Legal Aid Worldwide).

Interverranno il Min. Plen. Stefano Queirolo Palmas, coordinatore per i Paesi del Golfo-MAE, Pierluigi Severi, Capo Progetto Minerva, Bakhtiar Amin, già ministro iracheno per i Diritti Umani e presidente di IAJ, e Laura Guercio, presidente di Law. Parteciperà S.E. Saywan Barzani, Ambasciatore dell’Iraq in Italia.

La Conferenza in programma a Dokan Lake vedrà la partecipazione di un prestigioso panel di relatori italiani, iracheni ed europei con l’obiettivo di affrontare il fenomeno criminale del traffico di esseri umani, da un lato per meglio evidenziarlo all’opinione pubblica e sui media e dall’altro per studiarne caratteristiche e misure efficaci di contrasto, partendo da una riflessione comparata sulla situazione in Iraq, in Italia e in Europa, e sulle rispettive legislazioni.

Cenni sull’Iraq

L’Iraq, o Repubblica d’Iraq (in arabo: جمهورية العراق‎, Jumhūriyyat al-‘Irāq) è uno Stato dell’Asia occidentale.

Confina con Turchia a nord, Arabia Saudita e Kuwait a sud, Siria a nordovest, Giordania a ovest e Iran verso est. Il territorio dell’Iraq corrisponde approssimativamente al territorio dell’antica Mesopotamia, la “terra dei fiumi” (Bilād al-Rafidayn in arabo), mentre il nome attuale viene dal persiano eraq, ossia “terre basse” (in contrapposizione all’altopiano iranico). La capitale è Baghdad. Possiede la terza riserva di petrolio al mondo.

Il Paese è stato per circa 25 anni governato in maniera autoritaria dal regime dittatoriale di Saddam Hussein. In seguito alla caduta di Saddam Hussein avvenuta nel 2003, l’Iraq è divenuto nel 2005 una repubblica parlamentare federale. La parte occidentale del Paese è controllata dal gruppo jihadista Stato Islamico, in guerra col governo centrale.

fonte wikipidia

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